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Torino Art Week 2021

La settimana dell’arte torinese

Inverno 2021

Il mese di novembre ha portato in città l’arte in tutte le sue forme, coinvolgendo luoghi della quotidianità, istituti museali, edifici, piazze e strade. In occasione della Torino Art Week, sono molteplici le mostre e le esposizioni che hanno presentato al pubblico opere artistiche. Tanti appuntamenti collaterali hanno animato il capoluogo piemontese, numerose iniziative ed eventi che hanno portato luce e pubblico nella settimana dell’arte torinese.

Artissima

© Perottino-Piva Artissima

Prima tra tutte le manifestazioni, Artissima con la sua XXVIII edizione. La Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea si è conclusa il 7 novembre dopo quattro giornate all’insegna dell’arte contemporanea internazionale e della promozione di talenti emergenti e gallerie sperimentali. Dopo l’inevitabile interruzione del 2020, Artissima è tornata in presenza all’Oval Lingotto riscuotendo un successo straordinario: sono stati infatti 31500 i visitatori che, in pochi giorni, hanno attraversato gli ampi corridoi della rassegna.

Per il secondo anno consecutivo, è stata proposta la piattaforma digitale Artissima XYZ, già utilizzata nel 2020 per l’edizione “a distanza”: una sezione che si aggiunge a quelle tradizionali, con un catalogo online che offre contenuti esperienziali per approfondire il lavoro di tutti i principali attori coinvolti. Controtempo è stato il tema dell’edizione: una metafora di quanto l’arte sia in grado, soprattutto in un periodo complicato come questo, di trasformare le debolezze in punti di forza e creare un complesso di voci e linguaggi espressivi differenti. Uno dei progetti più apprezzati è stato sicuramente Hub India, a cura di Myna Mukherjee e Davide Quadrio, una selezione di opere di un gruppo variegato di artisti di diversa provenienza, radunati con l’obiettivo di illustrare i vari filoni che caratterizzano l’arte contemporanea del subcontinente indiano.

Double Spiral, 2020, Keita Miyazaki © Perottino-Piva / Artissima

Paratissima

Si è concluso in parallelo con Artissima anche il suo spin-off: la XVII edizione di Paratissima. L’appuntamento autunnale con l’arte contemporanea, nuovamente ospitato all’ARTiglieria Con/temporary Art Center, quest’anno ha organizzato due manifestazioni: Paratissima Exhibit and Fair e Nice & Fair / Contemporary Visions, sezione dedicata agli artisti emergenti. Per questa edizione Paratissima non si è data un tema specifico, ma si è trasformata in un ambiente di ascolto in cui i temi sono stati proposti dagli artisti stessi, cioè coloro che vivono il mondo usando la percezione, il loro grande dono.

Untitled, Cristina Mandelli

Greata Guiotto, Mamma, 2020, fotografia

Un fil rouge però si è venuto a creare, collegando tutte le opere: quello del dibattito su quanto è recentemente accaduto alla nostra esistenza a livello individuale e collettivo. I temi emersi nel 2021, infatti, hanno sottolineato quanto la perdita sensoriale vissuta durante la pandemia abbia lasciato un trauma nelle persone, impossibilitate a vivere appieno esperienze fisiche e concrete.

Una delle opere incarna perfettamente l’argomento e per questo è stata scelta come immagine guida dell’edizione: si tratta di Le Ballet Mélancolique, un grande arazzo dell’artista americana Scarlett Rouge, in cui è raffigurata una donna che cammina in equilibrio sul baratro dello spazio e delle galassie, e la cui testa è il pianeta Terra. Tutto attorno, un universo di occhi che scrutano la notte luminosa, come quella descritta da Alda Merini nella poesia dedicata agli artisti, I poeti lavorano di notte. Sono stati presentati anche Special Projects in cui l’arte è diventata luogo politico e sociale, strumento di informazione e di inclusività filtrate attraverso la capacità partecipativa e la bellezza dell’arte stessa.

Scarlett Rouge, Le Ballet Mélancolique

Flashback

Durante la settimana dell’arte torinese si sono tenute anche le quattro giornate di Flashback, la fiera dove «l’arte è tutta contemporanea», ospitata negli spazi della ex Caserma Dogali di Torino. L’edizione è andata al di là delle aspettative delle due direttrici, Ginevra Pucci e Stefania Poddighe, dal punto di vista tanto della qualità delle opere quanto della partecipazione del pubblico, con più di 18mila visite.

Flashback, edizione 2021 © Giuliano Berti

Alla Caserma Dogali hanno esposto non solo gallerie italiane con una lunga tradizione alle spalle, ma anche realtà di recente fondazione, dando spazio a giovani galleristi come Flavio Gianassi Fine Art di Londra, Umberto Benappi, Luca Cena (White Lands) e Caretto & Occhinegro di Torino, Miriam di Penta Fine Arts di Roma, solo per citare alcuni nomi. Il tema scelto per quest’edizione è stato The free zone (La zona franca), quello spazio marginale, ma libero da pregiudizi, dove l’arte si dispiega in tutta la sua forza, profondamente legato a questo momento storico.

Flashback, edizione 2021

In aggiunta alle opere presentate dalle gallerie, i visitatori hanno potuto visitare tre mostre: quella di Enrico Bertelli, autore dell’immagine guida del 2021; la presentazione del progetto Opera Viva Barriera di Milano; la documentazione del progetto Artista di Quartiere di Alessandro Bulgini. Tanti tasselli per un format innovativo che contraddistingue la rassegna Flashback sin dall’inizio: «Un luogo-rifugio delle diversità, siano esse opere, persone, movimenti, pensieri, un luogo dove nella libertà si ricompongono i conflitti e grazie a questa si interroga sul futuro».

Flashback, edizione 2021

The Others

In occasione del decimo anniversario della rassegna, il 7 novembre, a Torino Esposizioni, si è conclusa anche un’edizione speciale di The Others, la manifestazione che si prefigge lo scopo di interpretare il contemporaneo utilizzando il linguaggio dell’arte. Dal ruolo della donna in Medio Oriente all’ambiente, passando per la musica e fino alla visione mostruosa del futuro, la fiera ha sviluppato una ricerca sui temi trattati quotidianamente dalle pagine dei giornali, dalla TV e dai social. Fra le novità di quest’anno, una nuova concezione dello spazio che ha previsto l’eliminazione dei corridoi per permettere ai visitatori di passeggiare liberamente all’interno di otto piazze, sulle quali erano affacciati 56 espositori provenienti da tutto il mondo. Germania, Austria, Ucraina, Olanda, Danimarca, Belgio, Romania, Svezia, Svizzera e Cuba sono solo alcuni tra i Paesi di provenienza delle opere esposte alla X edizione della fiera, caratterizzata da una vocazione sempre più internazionale.

La Cápsula, Laura Ramírez Palacio, Hibris, 2021

The Others 2021 ha ospitato anche i principali festival culturali torinesi, nonché una rassegna musicale all’aperto che ha spaziato dall’elettronica all’hip hop, curata dell’Associazione Tum. Fra i temi di attualità, l’attenzione verso l’ambiente e il ruolo della donna nella cultura curda, con la collaborazione di alcune gallerie che accolgono solo il lavoro di artiste donne, tra cui la galleria SheBam! con il progetto Vice Versa e la Crumb Gallery con Contingency | Confini. Ancora una volta The Others si è  rifiutata di omologarsi  confermandosi manifestazione provocatoria, eccentrica e determinata, che sprigiona energia creativa.

Galleria Alberto Damian, David Bowie, NYC, March 1, 1975

Luci d’artista

Il 9 gennaio, con la fine del periodo natalizio, terminerà infine Luci d’Artista, mostra d’arte contemporanea a cielo aperto che accende Torino con 25 opere luminose: 14 sono allestite nel centro della città, 11 sono dislocate nelle altre circoscrizioni. Arrivata alla XXIV edizione, Luci d’Artista continua a portare l’arte nelle strade illuminandole e offrendo a cittadini e turisti la magia di scenari unici, grazie ad artisti di fama internazionale che hanno realizzato opere luminose di alto valore non solo visivo, ma anche concettuale.

© Marco Carulli

© Marco Carulli

Tra le opere principali ricordiamo Cosmometrie di Mario Airò, che in piazza Carignano proietta sulla pavimentazione schemi simbolici e geometrici, Ancora una volta, realizzata da Valerio Berruti con materiali ecosostenibili e fonti luminose a basso consumo energetico, e Tappeto volante, l’installazione di Daniel Buren fatta di centinaia di lanterne cubiche sospese. L’effetto durante le serate invernali è davvero incantevole: le opere sono disseminate nelle principali piazze e vie della città e anche la Mole Antonelliana, simbolo di Torino, è stata coinvolta in questa danza di colori.

© Marco Carulli

© Marco Carulli

 

(Foto di ARTISSIMA, PARATISSIMA, FLASHBACK e THE OTHERS)