Zucche, zucche in ogni dove. Più ci si avvicina al 31 ottobre, più siamo sommersi di zucche. Tra chi le ama e chi le ritiene un simbolo della degenerazione dei costumi, facciamo un po’ di chiarezza; prima con un po’ di storia e poi con qualche suggerimento gourmet.
Partiamo dalle basi: la zucca, per come la conosciamo noi oggi, è un ortaggio prevalentemente da continenti americani, ma ciò non vuol dire che qui in Europa non si coltivassero zucche. Plinio il Vecchio già nel 77 d. C. parlava di zucche nella sua Naturalis historia, trattando di un ortaggio con tonalità tendenti al bianco e forma allungata (semplicemente un’altra tipologia di zucca), mentre Apicio all’interno del De re coquinaria citava addirittura più ricette proprio a base di zucca (siamo sempre intorno al primo secolo, sotto l’imperatore Tiberio). Dunque fin dai romani, e ne abbiamo la certezza, gli europei mangiavano zucche, e avrebbero continuato a farlo nei secoli dei secoli: ce lo raccontano vari manuali di cucina, specialmente francesi, lungo tutto il Medioevo e oltre.
La svolta, se così possiamo chiamarla, arriva nel 1500, quando gli spagnoli importano dall’America una zucca diversa, tondeggiante e arancione, decisamente più dolce e gustosa, che, una volta adattata alle nostre coltivazioni, ha poi quasi del tutto soppiantato le altre colture europee. Ma in tutto questo, cosa centra la zucca con Halloween? In realtà, la zucca di Halloween era probabilmente una rapa, o almeno così riferiscono le fonti più accreditate, e trae la sua origine dal mito irlandese di Jack-o’lantern.
La storia tratta di un uomo, un fabbro, astuto ma assolutamente peccaminoso, che scampa alla morte facendo vari accordi con il diavolo, fino a quando, una volta deceduto, proprio in virtù di questi patti, non viene accettato neanche dall’inferno, e si ritrova a vagare come anima persa sulla terra, dotato solo di una rapa e di un tizzone per farsi un minimo di luce.
Gli irlandesi portarono il mito negli States et voilà. Un’altra teoria, invece, fa risalire l’origine delle zucche intagliate e illuminate a un’usanza dei celti che nel giorno dei morti si proteggevano così dagli spiriti. E in realtà un po’ in tutta Europa varie fonti parlano di un’abitudine simile nei giorni dedicati ai morti, perfino in Italia (pensa te), risalente a secoli orsono. Chissà.
Fatto sta che probabilmente tutto questo bagaglio mitico giunse nel Paese più grande e allo stesso tempo più bramoso di mitologia di sempre, ovvero gli Stati Uniti, attraverso svariate emigrazioni, e la cultura pop fece il resto. Non a caso, noi europei siamo soliti parlare di Halloween come di un costrutto “americano”, anche se abbiamo visto che la realtà non è proprio così… Sicuramente però in una cosa ci distinguiamo, ovvero nell’uso a tavola della zucca: altro che quei pasticcioni d’Oltreoceano! Dunque, ecco 4 ricette e conseguenti consigli gastronomici a Torino, ovviamente tutti a base zucca.
Risotto di zucca
Partiamo dalle basi: se parliamo di zucca ci viene in mente il risotto. Dolce, gustoso, raffinato e rustico insieme. Noi abbiamo assaggiato all’Osteria Rabezzana quello di chef Beppe Zizzo con il raschera: una goduria!
Brioches con la zucca
Sì, quei fenomeni di Cabaret (pasticceria e tanto altro) hanno fatto quest’anno alcuni dolci e soprattutto delle ottime brioches a base zucca. Fate un salto in via dei Mercanti!
Zucca in Bagna
Zucca e bagna cauda: si può fare! Soprattutto se dietro questa ricetta c’è il genio di Antonio Chiodi Latini, il cuoco-mago delle terre. La zucca parla (anche) piemontese.
Pumpkin pie pancakes
Qui strizziamo decisamente l’occhio all’America, ma rimanendo saldi in via Madama Cristina. Tauer Bakery l’ha fatto ancora: ci ha stupito con un’altra gustosa ricetta stagionale, stavolta con la zucca!
