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1988-2021: 150 cover di Torino Magazine

L'enciclopedia in divenire della città

di Andrea Cenni

Autunno 2021

1988-2021: 150 COVER DI TORINO MAGAZINE. UNA CITTÀ, IL RACCONTO DEI PROTAGONISTI DI IERI, DI OGGI E DI DOMANI.

Trent’anni in due pagine

È  il  1988  e  in  città  nasce  una rivista molto particolare, è di fatto il primo magazine territoriale in grande formato che dà spazio a foto e racconti di una sola città, Torino appunto.

I consueti maligni di corte scommettono sulla durata dell’iniziativa, 3 mesi forse 6. Tiè.  Scommettono pure sulla modestia del primo Salone del Libro, che nasceva sempre a Torino lo stesso anno (l’unico salone doveva essere quello dell’auto), e pure lui dura da allora mentre quello dell’auto è andato.

Anzi l’hanno fatto andare.

Nei fantastici ’90 la rivista rappresenta luoghi e, incredibile a dirsi, anche persone, e non necessariamente le solite, diventa culto  la rubrica  “album di  famiglia”, in cui imprenditori e professionisti si prestano a creare gruppi familiari inventati. Torino precursore delle famiglie allargate e di fatto…

Qui consentitemi di dire che è stato un colpo di genio; innamorato delle copertine mitiche del Time, mi chiedo, ma perché non qua? Tanto al Time non mi prenderanno mai, ho sempre avuto un inglese tra l’acchiappo e il menù di McDonald’s.

Giletti dice «siiii bravissimi, ci sto», Lucianina dice «siiii, ci sto, a patto che mi paghiate la pennoira perché se no vengo un cesso». Del Piero dice «sì» e basta, uomo di poche parole ma di grandi parabole. Un filotto di star che ci apre le porte del mondo, di lì in poi a tutti piacerà stare in copertina su Torino Magazine.

Oltre alle copertine, uno degli elementi caratterizzanti del format diventano le presentazioni; a ogni giro una location, Torino si scopre bella desiderosa di raccontarsi. Torino Magazine è lì pronto con uno stuolo di fotografi a immortalare luoghi di tradizione e innovazione, dalla Pista del Lingotto alle OGR, alla Mole divenuta Museo del Cinema; le piazze, i portici, le inaugurazioni delle mostre come dei negozi di charme trovano posto nelle pagine delle riviste.

Ai primi numeri non trovavamo un compleanno disposto a pubblicarsi, ora ci tocca lasciar fuori la gente.

Nasce l’idea dei grandi servizi fotografici che raccontano una città in divenire, spazi rigenerati, impianti olimpici, la nuova stazione e un’infinità di luoghi fotografati da firme prestigiose ed emergenti. Torino si scopre bellissima, con viali, parchi, fiumi e collina; è il momento in cui gli amici milanesi dicono la famosa frase: non pensavamo Torino fosse così bella. È il momento della grande rivincita, ricordo di aver detto all’allora sindaca Moratti: «È difficile convivere con un simile complesso di superiorità», e lei: «Ma no Andrea, guarda che anche Torino è bella». Guardi Letizia… parlavo di noi.

100 copertine per i 150 anni dell’Unità d’Italia; un anno di celebrazioni che si concludono in una incredibile festa al Teatro Regio con le gigantografie delle nostre cover in un foyer affollato da 2mila torinesi.

La copertina con Cavour ritratto da Benny finisce al Presidente Napolitano che la accoglie con… viva e vibrante soddisfazione.

© Marco Carulli

Ehhhh… ma perché non mettete me in copertina??? Chi ci sarà mai stavolta, il Papa? Esattamente.

La copertina di Papa Francesco è un momento storico ed emozionante, è il 2015 e lui arriva a Torino per l’Ostensione della Sindone. Alcuni bene informati al seguito dicono che, guardando manifesti con il suo ritratto in tutte le edicole cittadine, abbia pronunciato tra sé e sé: però!

È un momento amaro per chi si chiama così. Valentino e Valentina, le due chiatte che nessuno si fila, affondano miseramente nel Po e il Toro si dimentica dei 100 anni del suo Capitano. Rapido summit, ingeriamo le mitiche arachidi di SuperCover e ci pensiamo noi. Ecco la copertina dell’emozione, 100 anni di storia in un’immagine di una forza enorme, la città granata ringrazia, «se non ci foste stati voi…».

Il 10 luglio 2018 i giornali comunicano al mondo il colpo calcistico del 21esimo secolo: Cristiano Ronaldo è un giocatore della Juve. Ronaldo arriva a Torino, timido, non parla coi quotidiani, non interagisce con la città… Ecco la sfida, quasi una provocazione: mettiamolo in copertina! Un percorso a ostacoli ma alla fine il Sette per eccellenza diventa la nostra cover N° 135. Tutti ci chiedono come abbiamo fatto… segreto di magazine.

Si riparte da qui, dall’urlo di Nadal, perché alla fine la garra è l’unica cosa che conta. Ci prendiamo le ATP dopo aver rinunciato alle Olimpiadi, che invece erano da prendere pure quelle. Si corre per prendere tutto, poi qualcosa si lascia per strada, qualcosa resta e magari funziona. Nel caso, Torino Magazine sarà lì a raccontarlo, come sempre, da 150 copertine a questa parte.

I contributi

Ecco il contributo di cinque simboliche voci, ognuna delle quali porta sulle pagine di Torino Magazine un proprio aneddoto, una storia personale che accompagna lo scorrere di queste 150 cover e di trentatré anni di città:

«La lingua franca dell’arte reinventa Torino» di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

«La nostra storia si incrocia con la cronaca» di Beppe Gandolfo

«Quella decisione coraggiosa del 1988» di Paolo Griseri

«Per fortuna mi hanno rubato la bicicletta» di Sara D’Amario

«Quella sera incredibile del 2006» di Gianni Oliva

 

Le 150 copertine di Torino Magazine

“Se fotografi uno sconosciuto nell’istante stesso in cui fai scattare l’otturatore, quella persona smette di esserti estranea, perché la porterai sempre con te”

Giuseppe Tornatore parlava di “sconosciuti”, le nostre cover non lo sono mai state… al massimo potevano essere un po’ “lontane”. Ogni volta però che un personaggio ha prestato il suo volto a una nostra copertina, lo abbiamo sentito più vicino, più torinese, con un posto speciale riservato all’interno della nostra memoria.

E’ successo ben 150 volte, non ci resta che lavorare alla prossima