Assessore, quanto cambierà la gestione del centro città rispetto all’anno passato?
«Tantissimo. La città ha fatto e sta facendo un grande lavoro per animare il centro. Il fan village è al Pala Alpitour, dove convergono moltissime iniziative. Lì ci sono gli stand, l’emittente SuperTennis, un ampio ristorante che faranno vivere le grandi emozioni del tennis accanto a dove si giocheranno le partite, e sarà molto bello. Per il centro abbiamo indetto un bando pubblico, per una vera animazione di piazza tutta a tema tennis. Un progetto totalmente accessibile, gratuito, pensato per intrattenere famiglie e non solo, con spettacoli e musica a cielo aperto. Dal 12 fino al 20 novembre».
Niente villaggio in piazza San Carlo quindi…
«No, però grazie al dialogo con ATP e alla fondamentale collaborazione con Intesa Sanpaolo, allestiremo una mostra presso le Gallerie d’Italia, dedicata ai cinquant’anni di ATP. Gratuita anche questa e rivolta al grande pubblico. L’idea per questa edizione è di far respirare a tutta la città l’atmosfera di un evento importantissimo e inclusivo. La casa del Tennis in centro sarà poi Palazzo Madama, un luogo aperto a tutti di arte, incontri, percorsi di gusto, in cui vedere le partite e godersi a pieno la settimana delle Finals dalla mattina alla sera».
L’idea per questa edizione è di far respirare a tutta la città l’atmosfera di un evento importantissimo e inclusivo
Una delle parole chiave di queste Finals sembra proprio collaborazione, è vero?
«Sì assolutamente. Le tantissime iniziative sono state rese possibili dallo sforzo comune e dalla collaborazione di tanti agenti diversi, a partire dalle istituzioni coinvolte nell’evento. Stiamo lavorando con la Regione Piemonte, con la Camera di Commercio, con Turismo Torino; c’è la volontà di agire tutti insieme per il bene della città. Abbiamo per esempio contattato una agenzia di sport marketing che porterà sportivi e personaggi per raccontare sui social la settimana delle Finals a Torino; abbiamo progettato un’installazione di 13 palline da tennis giganti poste in giro per la città, nelle piazze e nei luoghi cruciali. Da questa iniziativa è nata anche l’idea per la campagna di comunicazione che racconterà la città negli aeroporti italiani, nelle stazioni dell’alta velocità e in alcuni tra i più importanti aeroporti europei. Sono tutte opportunità di visibilità, per mantenere un focus diffuso sul tema. Uno strumento che veicola la “photo opportunity”: la gente fotografa, si ferma, si fa i selfie con le palline giganti e con i cartonati dei campioni… E intanto attorno si muovono gli eventi, la musica, le varie iniziative. Quegli scatti e quei momenti servono a raccontare al mondo la bellezza di Torino».
Una città quindi che finalmente respira cultura del tennis e non solo….
«Chiaro. Al Museo del Risorgimento ci sarà una bella mostra sulla storia del Consorzio dell’Asti DOCG. I ragazzi dell’Accademia Albertina produrranno insieme una grande tela dedicata al tennis, un lavoro impegnativo a cui affidare la loro creatività, che il Comune ha sposato promuovendo le borse di studio per i partecipanti. Abbiamo istituito il Premio Letterario Gianni Mura per la letteratura sportiva, un concorso che nella settimana delle Finals vedrà la premiazione dei vincitori. E non mancheranno anche gli eventi delle altre circoscrizioni tra incontri, mostre fotografiche… Insomma l’idea è rendere queste Finals un evento veramente ampio e coinvolgente, per ogni target, dalle famiglie ai giovani, utilizzando anche molto i social. L’obiettivo è quello di costruire una grande festa, che possa fare realmente bene a Torino sotto tanti punti di vista; un trampolino di lancio ideale verso la prossima edizione delle Finals torinesi».
(foto MARCO CARULLI)

