Traiettorie gourmet nell’anno di Leonardo

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Traiettorie gourmet nell’anno di Leonardo

Traiettorie gourmet nell’anno di Leonardo

L’arte dei geni senza tempo crea ponti e mai confini. L’arte è bellezza condivisa, l’arte rende superflue le frontiere e suggerisce opportunità. Così, l’anno di Leonardo, icona del Rinascimento italiano, ci fa guardare a quella Francia dove trascorse gli ultimi anni, e dove si può ammirare la ‘Gioconda’, il ritratto più celebre di tutti i tempi. Gli approdi del nostro viaggio sono tre: la Valle della Loira, tappa conclusiva della sua vita, Parigi, che custodisce il suo capolavoro, e l’Alsazia, dove la cucina d’eccellenza 74 oggi è arte applicata, scienza del futuro, come quella che Leonardo si prodigò a progettare durante tutta la sua esistenza. Parafrasando Pavese e il suo «un paese ci vuole», possiamo dire che, tra i paesaggi pennellati della Valle della Loira, un castello ci vuole.

Ci vuole sempre, e ognuno trova il suo preferito, tra forme, azzardi e prospettive teatrali. E il mio, in questo caso, è Azay-le- Rideau. La magia nasce dalla posizione, con le sue forme che si specchiano nell’Indre, facendo immediatamente pensare a un maniero delle fiabe. Facciate candide, ripidi tetti spioventi, torri aguzze a contenere un gioiello nato per essere il simbolo di un ‘Rinascimento sognato’, dove il mondo ingrandiva i suoi confini verso terre sconosciute, dove la mitologia e le arti antiche venivano prese a modello da artisti e maestranze francesi, fiamminghe e italiane. Al suo interno, tre secoli di arredi offrono al visitatore l’impressione che i proprietari abbiano appena lasciato gli ambienti.

Incanto completato dalle meccaniche teatrali di Piet.sO e Peter Keene, artisti contemporanei che hanno rievocato l’immaginario del Rinascimento con opere, automi e installazioni. Dal 29 giugno al 1° settembre, nell’ambito del progetto ‘Viva Leonardo le visionnaire’, la società Explore Studio allestirà uno spettacolo notturno dal titolo ‘Azay et les nouveaux mondes’, mentre, a partire dal 7 luglio, debutterà un percorso di visita completamente nuovo per la piena valorizzazione del monumento, dove il pezzo forte saranno le installazioni oniriche ‘Les enchantements d’Azay’, al primo piano. Se tutti conoscono Azay-le-Rideau, tutti dovrebbero conoscere anche Rivau, splendido maniero medioevale in una terra di castelli rinascimentali. Questo è il luogo della sorpresa, della favola, del gioco e anche della provocazione. Legato a Rabelais, che lo valorizza nel suo ‘Gargantua’, Rivau è circondato dai lussureggianti giardini di un parco vasto 12 ettari. Qua e là, installazioni contemporanee, anche enormi, mettono in scena, con ironia, il mondo delle fiabe. Ma è all’interno del castello che si resta senza fiato. Qui il gioco tra passato e presente si fa serrato e la creatività procede decisa senza fare prigionieri. Il Medioevo e il Rinascimento vengono presi a spunto da opere contemporanee, plastiche e pittoriche, che citano, sbeffeggiano e si contaminano con pezzi originali. Nelle grandi sale si riconoscono pezzi di Jeff Koons, Théo Mercier, Marnie Weber e Julien Salaud, che ha posizionato la sua ‘Jean d’Arc de plumes’ proprio nella cappella consacrata alla pulzella d’Orléans.

In questo contesto si inserisce l’esposizione ‘Hommage à Léonard et à la Renaissance’: l’unica mostra dedicata esplicitamente all’arte contemporanea nel programma francese delle celebrazioni. Ma, attenzione, non è una mostra concentrata in una sede propria, bensì compare dilazionata nelle diverse sale, quasi mimetizzandosi con le altre opere e l’arredo. La confusione non disturba, anzi: si cerca, si trova, si vede, si sorride e si ragiona; si diventa parte del tutto e non si subisce passivamente la proposta artistica. Le opere sono 35, di altrettanti artisti provenienti da tutto il mondo, con l’interpretazione fotografica, pittorica e plastica delle più note opere del maestro di Vinci. Ma, da pochi mesi, Rivau permette anche un’esperienza immersiva fuori dal comune: in uno degli edifici del castello sono state allestite sette camere storiche, con arredi in stile rinascimentale. Si alloggia in uno spazio fuori dal tempo, avvolti dalla storia e circondati dall’arte. Per le prenotazioni: www.chateaudurivau.com/fr/dormir-au-chateau.php A pochi chilometri da Rivau, la prima tappa gourmet del nostro viaggio: l’Auberge de l’Île (3 place Bouchard, L’Île Bouchard, tel. +33.2.47585107, www.aubergedelile.fr).


2019-06-12T11:16:05+00:00